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“Non dire dieta”: cose da non dire a chi deve perdere peso pt.1

“Non dire dieta”: cose da non dire a chi deve perdere peso pt.1

“Non dire dieta”: cose da non dire a chi deve perdere peso pt.1

Su “ViverSani e Belli” sono stato intervistato recentemente per consigliare le frasi da “non dire” a chi si appresta a fare il “rush finale” verso la forma fisica tanto sognata ed agognata.

Per chi si è perso l’articolo, niente paura,  vi faccio una rapida sintesi dei punti che, secondo me, possono esservi utili. Presto con gli esperti di Emotifood ci sarà un seminario su “Mindful Eating” e la comunicazione anche con noi stessi per mantenere una buona motivazione nella gestione dei pasti, dell’attività fisica e dei propri obiettivi nella vita.

Rimanete informati quindi anche sulla mia pagina Facebook cliccando QUI

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Autostima, corpo e sovrappeso  sono legati a doppio filo e si alimentano a vicenda in un gioco al rimbalzo che va dal frigorifero allo specchio. Ogni anno, quasi 200mila italiani vedono salire troppo l’ago della bilancia e crollare la propria autostima. Più il peso si innalza e maggiormente si riduce il benessere psicologico. È molto importante quindi avere  un buon dialogo “interiore” con se stessi ed è proprio da qui che bisogna ripartire per rientrare nei pantaloni dell’anno scorso! Ma anche il supporto emotivo, la comprensione e l’incoraggiamento delle persone care hanno una parte importante in tutto questo.

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ASCOLTA, ACCOGLI E…FAI SILENZIO!

La motivazione e il rinforzo positivo sono fondamentali per accrescere le probabilità di successo di una dieta, ma ricordiamoci che dovrebbe essere uno “stile di vita” e non una corsa alla prova costume fatta all’ultimo minuto!  Ok, la fame nervosa è più frequente nei momenti di sconforto e debolezza emotiva.(puoi leggere qui qualcosa che spero ti sia utile)

Commenti negativi e frecciatine fungono da “trigger” (grilletto) per la ricerca di cibi proibiti e possono ferire tanto, da spingere a gettare la spugna e colpevolizzarsi. L’approccio più corretto è quello di ascolto e critica costruttiva, mai giudicante, senza etichette: chi è in sovrappeso, per esempio, non “è” grasso, ma “ha” del grasso. C’è una bella differenza. Incrti su cosa dire? Stando zitti non si sbaglia mai. Anche gli sguardi furtivi e indagatori, comunicano…occhio!

Hai già cominciato la dieta?

Stiamo dicendo alla persona che ha fallito in partenza? Se, nonostante gli sforzi, i risultati non si vedono, è meglio cercare di capire insieme cosa non sta funzionando, non solamente nella dieta, ma in generale. Attenzione anche a chiedere quanto manca alla fine del programma dietetico: può lasciare intendere che ci si aspettava un effetto più evidente.

 

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Sei sicura di poterlo mangiare?

Fare “la guardia” non aiuta la persona a sentirsi capita, ma soprattutto non la rende disponibile a parlare del problema. Il senso di colpa di chi “pasticcia” con il cibo, specie in maniera patologica, è già “auto instillato” ogni giorno e non ha bisogno di essere alimentato.

Per dimagrire basta mangiare meno

I commenti che contengono parole “sminuenti”, come “basta” o “solo”, vanno evitati: si rischia di minimizzare la questione, alzando un muro di comunicazione con chi invece ha bisogno di essere ascoltato e accolto. Se fosse così semplice ci riuscirebbero tutti, no?

Hai visto quella quanto è ingrassata?

La critica presuppone un atteggiamento di giudizio: l’amica potrebbe pensare che, in sua assenza, lo stesso trattamento sia riservato anche a lei. Evitate sempre i confronti, anche in positivo (“Comunque tu sei più magra”): non servono a costruire il dialogo. Anche perchè, diciamolo chiaramente, ogni confronto ci fa stare male, con chiunque sia.

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In Emotifood aiutiamo anche i familiari a lavorare tutti insieme, molto spesso costa molto meno uscire dal problema che rimanerci 🙂

Emanuel Mian, psicoterapeuta, responsabile scientifico di Emotifood e docente – Università di Pavia – del Corso di “Tecniche di Comunicazione medico/paziente” al Corso di Laurea in “Dietistica” e nel Master in “Dietetica e Nutrizione Clinica

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