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Bulimia nervosa

Il disturbo denominato BULIMIA NERVOSA è comparso prepotentemente nei recenti anni settanta. Nello specifico la sua classificazione, ad opera di Gerald Russel su Psychological Medicine, risale al 1979, mentre l’inserimento nel DSM è del 1980.

I pazienti affetti da tale patologia sono in prevalenza donne, sebbene, come per l’anoressia nervosa, la sindrome compaia sempre più frequentemente anche negli uomini.
L’età d’esordio è stimata tra i dieci e i trent’anni, l’età media d’insorgenza è di diciassette anni anche se sono riscontrabili forme tardive, addirittura successive alla menopausa.

Benché il paziente abbia un peso normale, è presente nella sua anamnesi l’anoressia nervosa con calo ponderale. Vi è una grande attenzione per il cibo. Abbuffate episodiche spesso seguite da vomito autoindotto, o abuso di farmaci per diminuire il peso, fanno sì che quest’ultimo, in taluni casi, raggiunga dimensioni da anoressia, in altri sconfini in una lieve obesità.

La paura di ingrassare e la preoccupazione per il cibo sono una costante

Il soggetto che si vede eccessivamente grasso avverte sentimenti di colpa e inadeguatezza, che associati all’umore depresso lo inducono ad auto punirsi.
Per quanto riguarda le donne, possono sorgere dei conflitti con la propria femminilità, a volte così profondi, da ostacolare sia i rapporti con genitori e amici che le relazioni di tipo sentimentale.

Secondo la più recente versione del manuale diagnostico DMS-IV per la bulimia nervosa esistono dei criteri comuni di riconoscimento. Anche la bulimia, come l’anoressia, si distingue in due sottotipi di cui è opportuno fare distinzione.