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FAQ anginofobia

Un consulto da uno specialista è necessario: consigliamo di rivolgersi a professionisti che, perlomeno, conoscano il termine “anginofobia”.

L’anginofobia ha SEMPRE una motivazione. E’ importante cercarla, ma non deve essere questo il fulcro del lavoro su se stessi. Una volta trovata, anche a livello generale, essa deve emergere ed essere relegata nel passato.

Principalmente perché da bambini o adolescenti hanno assistito a una situazione di questo tipo, o perché sono stati condizionati da rassicurazioni troppo ossessive (quasi sempre date dai genitori, in particolare dalla madre).

Il consiglio è quello di consultare il medico di base. Esclusa qualsiasi patologia che impedisca o limiti l’assunzione di cibi, è preferibile rialimentarsi gradualmente, sino a raggiungere l’apporto calorico e di macronutrienti della situazione precedente al digiuno. Se si è sottopeso (e molti anginofobici lo sono), è necessario riconsiderare la propria alimentazione, sempre sotto la supervisione di uno specialista.
Premesso ciò, in sintesi: il cibo dovrebbe essere visto come una “medicina” e quindi funzionale all’uscita dal circolo vizioso dell’anginofobia. Bisognerebbe, dunque, ricominciare a mangiare, anche se si ha paura. Il corpo si riabituerà nuovamente a “quanto”, “quando” e “cosa” si mangia.

Prima di affrontare una gravidanza è obbligatorio risolvere il problema anginofobia con uno specialista. Questo perchè se durante la gestazione continuasse a manifestarsi un rifiuto del cibo (tipico della patologia), ciò potrebbe nuocere gravemente al nascituro. Inoltre, è necessario essere certe di poter gestire bene il “dopo gravidanza”, in particolare il periodo in cui il bambino sente la necessità di mettere in bocca qualsiasi cosa (periodo di preparzione alla dentizione). Vedere il proprio figlio con un oggetto (anche non piccolo) in bocca, potrebbe scatenare un attacco di panico. Inoltre, una madre con una simile patologia, se non risolta, finirà inevitabilmente col “trasmettere” le sue stesse paure al bambino.

La tonsillite comporta un’infiammazione degli organi linfoghiandolari presenti nel cavo orale. Le manifestazioni tipiche sono febbre, astenia, inappetenza, cefalea e, ovviamente, un abbassamento di voce. Uno dei sintomi principali della tonsillite è dato proprio dal non riuscire a deglutire. Quasi tutti, almeno una volta nella vita, hanno la tonsillite, ma non per questo muoiono. Si tratta di una patologia “innocua”: se si vuole guarire dall’anginofobia, è opportuno iniziare a “permettersi” anche una patologia passeggera e non pericolosa come questa.