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Insoddisfazione verso la propria immagine corporea

Un’IMMAGINE CORPOREA positiva è alla base di una vita qualitativamente soddisfacente, al contrario, un’insoddisfazione corporea, che focalizza le attenzioni personali sulla preoccupazione per il peso e le forme, può essere intesa come criterio diagnostico per anoressia e bulimia ed essere l’esordio stesso della malattia.

Digiuno, vomito e attività fisica eccessiva, sono comportamenti tipici di chi ricerca la perfezione fisica perché subissato da richieste e aspettative eccessive verso il proprio corpo, che non corrisponde all’ideale estetico né personale, né collettivo.

Il desiderio di apparire diversi da come si è, implica sentimenti continui e a tal punto ossessivi verso la problematica che, a lungo andare, finiscono con l’invadere la sfera dei rapporti inter e intra personali: l’autostima dell’individuo, che evita di frequentare luoghi pubblici perché si sente inadeguato, raggiunge livelli bassissimi perché strettamente correlata con la percezione del proprio corpo.

Sebbene la problematica dell’insoddisfazione corporea, appartenga perlopiù all’universo femminile, va precisato, che anche gli uomini sempre più spesso esprimono un giudizio, verso sé stessi e gli altri, che tiene conto di peso e “stato di forma” e predilige l’apparire a discapito dell’essere.

Un sito americano di supporto alle problematiche riguardanti l’insoddisfazione corporea, propone un test di 8 domande a cui, indipendentemente dal sesso, è possibile rispondere con un SI, o un NO per valutare il grado di insoddisfazione/soddisfazione e desiderabilità corporea.

  1. Hai mai evitato lo sport o l’esercizio fisico perché non vuoi farti vedere in tuta?
  2. Ti sembra che mangiare una piccola quantità di cibo ti faccia diventare grassa/o?
  3. Pensi che il tuo corpo sia poco muscoloso/tonico, o sia forte abbastanza?
  4. Eviti di indossare certi abiti perché ti fanno sembrare grassa/o?
  5. Non ti senti bene con te stesso perché non ti piace il tuo corpo?
  6. Ti è mai successo che non ti piacesse una parte del tuo corpo?
  7. Cambieresti qualcosa del tuo corpo?
  8. Fai mai dei confronti con gli altri e pensi di essere più “brutta/o”?

Se hai risposto SI a 3 o più domande, potresti avere un’immagine corporea negativa.
Il consiglio è quello di rivolgerti a uno specialista per gestire con tranquillità questa problematica, che se non amplificata da comportamenti “a rischio”, può essere facilmente risolta.

BODY & MIRROR CHECKING

ESPOSIZIONE AGLI SPECCHI ED IMMAGINE CORPOREA

Il disturbo dell’immagine corporea è caratteristico di patologie quali anoressia e bulimia nervosa ed è inteso come fattore di rischio per lo sviluppo e il mantenimento del disturbo alimentare stesso. Sembra che nei pazienti affetti da disturbo dell’immagine corporea, che si vedono cioè diversamente (più grassi, o più magri) di quanto non siano e che preferirebbero avere un corpo più magro (insoddisfazione corporea), una prolungata esposizione allo specchio possa contribuire enormemente a migliorare la qualità della vita e a ripristinare un rapporto migliore con il proprio aspetto esteriore. Tuttavia, in alcuni casi l’eccessiva esposizione allo specchio può creare dei problemi. Un valido aiuto per capire se è il caso di rivedere il proprio rapporto con corpo, specchio e soprattutto cibo, ci viene fornito dalla valutazione dei comportamenti di check, che se vengono fatti abitualmente possono rappresentare un campanello d’allarme.

I comportamenti di check del corpo si possono dividere nelle seguenti categorie:

  • Check di confronto: confrontarsi con persone solitamente molto magre e informarsi sulle loro abitudini alimentari e sull’attività fisica praticata.
  • Check tattili: misurare le circonferenze del corpo (vita, fianchi, cosce, polsi). Prendere in mano le pieghe del grasso per valutarne la dimensione. Indossare abiti stretti per sentire come stanno. Controllare se le cosce si toccano tra loro. Toccare le ossa per sentire se si sentono.
  • Check visivi: esaminare frequentemente allo specchio, o in qualsiasi superficie riflettente, specifiche parti del corpo (pancia, cosce, sedere). Informarsi del peso e della taglia corporea di altre persone.
  • Check del peso: misurare il proprio peso più volte al giorno (una volta alla settimana è più che sufficiente).
  • Check di rassicurazione: chiedere ad altre persone come si appare.

Per sviluppare un’immagine corporea salutare è possibile fare riferimento a delle semplici “guidelines”, che vanno intese come generali e possono assumere semplicemente il valore di un consiglio.

Inizialmente pensiamo a questi punti come a 3 “A”:

ATTENZIONE

Verso le sensazioni interne che il corpo c’invia, quali ad esempio fame, sazietà, fatica.

APPREZZAMENTO

Verso i piaceri che il nostro corpo può e deve darci.

ACCETTAZIONE

Guardare a cosa è il proprio corpo e non pensare a cosa potrebbe essere.

Ecco i suggerimenti

Mangiare quando si ha fame, evitare di farlo solo perché si deve.
Cercare di essere realistici sulle misure corporee.
Praticare esercizio fisico regolarmente a prescindere dal peso (anche con obesità “importanti” è possibile fare dello sport).
Aspettarsi variazioni del corpo su una base settimanale, o meglio ancora mensile, MAI GIORNALIERA!
Essere compiacenti e indulgenti nei confronti del proprio corpo.
Cercare supporto e incoraggiamento da amici e famiglia nei momenti di particolare stress emotivo.
Se proprio si ambisce al “corpo perfetto”, scrivere quante energie e, soprattutto, quanto tempo l’impresa sottrae alla famiglia, agli amici e alla propria vita quotidiana.

Non dimentichiamo che il corpo salutare è quello a cui una persona tende naturalmente dopo un periodo di alimentazione equilibrata ed esercizio fisico adeguato alle proprie capacità, attitudini e condizioni fisiche del momento.